Sugerimenti pedagogici e metodologici

Sviluppare l’educazione ai media digitali in bambini/e di età compresa tra i 6 e i 12 anni in un contesto di collaborazione scuola-famiglia è un progetto che, a prima vista, sembra molto seducente. E, inoltre, necessario.  Il fatto che l’educazione ai media digitali riguardi sia i genitori che gli insegnanti riscuote rapidamente l’unanime consenso di tutti gli attori che intervengono nell’educazione dei/le bambini/e  L’entusiasmo, la benevolenza e la buona volontà tuttavia di solito non bastano. Si tratta, in effetti, di fare attenzione alla corretta complementarità, ma anche alla corretta collaborazione, tra gli attori coinvolti, ossia i genitori, gli/le insegnanti, la dirigenza scolastica e… i/le bambini/e!

 

La metodologia proposta dal progetto Tandem appariva agli occhi di molti come innovativa e contemporaneamente azzardata.  La sua attivazione è stata realizzata a titolo sperimentale per 2 anni (compresa la fase preparatoria) e ha portato l’équipe che ha proposto il progetto a ricavare numerosi insegnamenti per il futuro in merito alle opportunità, ma anche ai rischi che tale metodologia implicava.   Nei paragrafi seguenti si potranno trovare alcuni suggerimenti pedagogici, ma anche metodologici, per l’attivazione dell’educazione ai media digitali in un contesto di collaborazione scuola-famiglia. Questi suggerimenti sono organizzati per tipologia di attore coinvolto: gli/le insegnanti, i genitori, la dirigenza scolastica e qualsiasi organizzazione/associazione mediatrice del processo.

 

Questo elenco ha l’obiettivo di offrire il migliore supporto possibile alle scuole, alle équipe pedagogiche o alle famiglie che desiderano sviluppare in co-educazione questo tipo di l’educazione ai media digitale. Comprende solo i percorsi pedagogici proposti nel centro di risorse del presente sito web.

Da parte degli/le insegnanti e delle équipe pedagogiche

  • Attivare un metodo di comunicazione adatta, efficace, pertinente e ricorrente con i genitori (v. sezione “come stabilire una buona comunicazione”…) indipendentemente dal fatto che comprenda diversi mezzi (digitali e cartacei).
  • Riprogrammare i mezzi di comunicazione con i genitori, se si manifestano segni di mancata adesione o difficoltà di comunicazione.
  • Arrivare a creare una coesione tra i genitori della classe intorno al progetto sarebbe l’ideale.
  • Ricordare sempre che la benevolenza e l’assenza di giudizio  sulle pratiche familiari rimangono il primo stimolo a costituire una collaborazione.
  • Favorire la messa in atto di sessioni e attività pedagogiche in tempi limitatie concentrati (per esempio nell’arco di un trimestre) piuttosto che prolungarle nel tempo per “tenere in sospeso” genitori e bambini/e e in modo che tutti possano ricordare sempre il filo conduttore del progetto.
  • Inserire il progetto di l’educazione ai media digitale tra gli altri obiettivi di lavoro scolastico può sensibilizzare i genitori rispetto alla sua importanza, pari a quella delle altre discipline.
  • Assicurarsi che la scuola disponga di materiali adeguati e che possano essere accessibili a tutti i partner educativi a seconda dei bisogni in modo da rispondere all’obiettivo finale del percorso e, di conseguenza, del progetto.
  • L’educazione ai media come progetto educativo non prevede giudizio di valore, in particolare rispetto alle abitudini degli allievi. Si tratta di sfruttare le abitudini degli/le allievi/e per educare e migliorare le loro competenze.
  • Creare dei collegamenti tra le competenze fondamentali da sviluppare (obbligatoriamente) e quelle proposte all’interno dei percorsi che sono più specificatamente connesse con l’educazione ai media.
  • Favorire le attività produttive sembra essere il modo migliore per mantenere l’attenzione e il coinvolgimento degli/le allievi/e.
  • Anche se, durante lo svolgimento del percorso, si può cercare di ottenere prodotti finiti belli da presentare al pubblico, è opportuno curare e mantenere sempre la qualità del processo. Quest’ultimo infatti è ciò che conta di più.
  • Il problema della valutazione delle competenze in l’educazione ai media è complesso. Per cercare di affrontare questo problema, è interessante osservare, anche nei momenti informali, qualsiasi evoluzione che il percorso possa portare agli/le allievi/e, rispondendo per esempio alla seguente domanda: il progetto ha generato momenti educativi che non avrebbero avuto luogo se non fosse stato testato il percorso stesso?
  • Sviluppare delle dinamiche di squadra rispetto ai problemi relativi al digitale. Per affrontare certi compiti legati al digitale, la presenza di competenze complementari all’interno di una squadra può essere preziosa.

Da parte dei genitori e delle associazioni dei genitori

  • Ricordare sempre che la benevolenza e l’assenza di giudizio nei confronti degli/le insegnanti rimangono il primo stimolo a costituire una collaborazione.
  • Verificare, se possibile, la connessione/l’accesso al materiale digitale per tutti i genitori all’interno dell’istituto (Consentirne la permanenza in accordo con la dirigenza e col supporto dell’associazione dei genitori, in base ad orari adeguati…) se necessario.
  • Partecipare e lasciare più tracce possibili nel registro condiviso.
  • Individuare un genitore che svolga il ruolo di ponte tra l’insegnante e gli altri genitori su qualsiasi problema relativo all’attivazione del progetto, per l’intera durata del percorso.
  • Organizzare un momento di confronto, di valutazione (al fine di un eventuale adattamento) lungo il percorso sull’attivazione dei processi di co-educazione.
  • Favorire lo scambio sulle pratiche giovanili, non ridurre questi problemi alla mera gestione del tempo davanti agli schermi e ai media.
  • Promuovere attività digitali tra partner all’interno della scuola.

Da parte dei dirigenti scolastici

  • Favorire dei momenti di confronto di qualità per le équipe di insegnanti in modo da consentire gli scambi e l’elaborazione comune del processo.
  • Agevolare l’accesso al materiale digitale da parte dei genitori. Permettere la presenta eventualmente supportata dall’associazione dei genitori in base ad orari opportuni …) se necessario
  • Garantire la messa a disposizione agevolata dell’attrezzatura digitale,  anche mobile, alle classi partecipanti.
  • Co-organizzare la valutazione del processo con tutte le parti in causa
  • Partecipare alla valorizzazione (ossia alla visibilità) dei risultati e del processo all’interno e al di fuori dell’istituto.
  • Durante la presentazione di un progetto digitale (ai genitori, al pubblico esterno…)  valorizzare i processi educativi rispetto ai prodotti finiti.
  • Portare il progetto a vantaggio di una nuova concezione di scuola.

 

Da parte delle associazioni od organizzazioni di supporto

  • Mantenere un ruolo di mediatore/promotore: evitare di assumere il ruolo che spetta a insegnanti o genitori
  • Documentare i diversi attori sugli obiettivi, sui mezzi e sui metodi del progetto senza sommergerli di carta e moduli. Essere chiari ed essenziali.
  • Durante il supporto ad un’équipe educativa, tenere nella massima considerazione le realtà e i limiti propri dell’istituto scolastico.
  • Mostrarsi flessibili rispetto alla libertà di insegnamento dei/le docenti. Lo scopo è quello di mantenere l’obiettivo fisso sulla pertinenza delle azioni di l’educazione ai media.
  • Valorizzare le iniziative di l’educazione ai media/digitale già esistenti nelle pratiche pedagogiche. Per esempio, sottolineando il senso (dal punto di vista delle competenze) e la forza mobilitatrice (di genitori, bambini/e e insegnanti) di queste attività.
  • Instaurare e promuovere diversi progetti di co-educazione per valorizzare la collaborazione scuola-famiglia.
  • Rimanere vigili durante il supporto, tramite un monitoraggio regolare dei diversi attori del progetto, per sostenere al meglio le difficoltà che potrebbero trovarsi ad affrontare.

 

La squadra del progetto TANDEM